Una favola speciale: Il giardino incantato

Dopo una lunga assenza, rieccomi! Mi scuso con tutti, lo so può sembrare realmente assurdo aprire un blog in un istante e un instate dopo scomparire.

Ecco la ragione per la quale avevo sempre rimandato l’apertura di questo blog, avevo paura che accadesse proprio questo!!! ūüôĀ

L’importante per√≤ √® ritornare, e sono qui, pronta a riprendere i miei personaggi e le mie fiabe. Tranquilli, comunque non mi √® successo nulla di brutto, meritate una spiegazione! Per la gioia di tutti quelli che mi hanno sopportato e sostenuto¬†finalmente¬†mi sono specializzata! Ebbene si, ho concluso anche questo e ora oltre ad essere un architetto sono anche specializzata in “Restauro dei Monumenti”. Ora di fronte al vuoto che si crea per la fine di giornate densissime di disegni, correzioni, relazioni… e nottate dove vorresti avere 4 mani e ¬†2 cervelli, c’√® un mondo del lavoro dove ci si sente piccoli piccoli, diciamo pure invisibili! Ma non mi arrendo!

Per riaprire il mio blog ho pensato di raccontarvi una storia che ha come ingredienti quelli che mi hanno accompagnato in questi ultimi mesi: un giardino (tema della mia tesi), una quercia (il mio professore che mi ha insegnato tanto!) e gli animali (tutti coloro che mi sono stati vicini, mi hanno sostenuta confortata e materialmente aiutata, senza di loro non avrei fatto niente!). Una curiosità: la foto che ho messo è lo splendido giardino che ho studiato! Un piccolo paradiso nel centro storico di Napoli.

Qualcuno di voi lo conosce?

C’era una volta in mezzo al bosco, un giardino incantato pieno di fiori colorati, un posto speciale, la cui magia era racchiusa nelle piante che lo componevano. Un tappeto di profumi, colori e suoni che avvolgeva chiunque lo attraversava.

Una parte del giardino infatti era coperto da mille fiorellini colorati di colore azzurro-violetto e il nome di questa pianta era Vinca minor. Un’altra parte del giardino era invece coperto da un tappeto rosa, profumato di Thymus serpyllum, il cui profumo avvolgente conquistava chiunque. Giallo era invece il terzo ed ultimo spicchio di giardino coperto da Sedum acre, i suoi graziosi fiori gialli a¬† forma di stella erano il piatto prediletto delle api.

Accanto a questi colori e questi profumi, convivevano in questo giardino i suoni magici della natura, che creava incantevoli melodie capaci di rapire chiunque lo attraversasse. Cos√¨ i voli degli insetti andandosi a comporre con il fruscio delle foglie degli alberi apparivano tutt’altro fastidiosi, suoni di archi sembravano le foglie dell’erba strofinata dal vento, e tutti i pistilli dei fiori campanelli che insieme creavano armonie mai ascoltate.

Un giorno per√≤ qualcosa di strano e malefico avvolse quel posto: il terreno sembr√≤ spaccarsi, tagliando il giardino a met√†. Gli insetti impazziti non sapevano che fare cos√¨ volarono via e su tutto cal√≤ l’ombra.

Quel posto una volta incantato stava diventando terra di nessuno, fino a quando qualcuno non si accorse di ci√≤ che stava accadendo. Una rondine ballerina che svolazzava da quelle parti e che ogni stagione amava ritornare in quel posto rimase colpita da tutto ci√≤, inizi√≤ cos√¨ a volare velocissima alla ricerca di una soluzione. Affannata arriv√≤ davanti alla grande quercia per chiedere consiglio al pi√Ļ anziano albero del bosco, che cos√¨ le rispose “Porta la luce e ricorda tutto ci√≤ che √® bello √® vero”, all’inizio la rondine non cap√¨ quelle parole come avrebbe potuto lei da sola riportare la luce nel giardino? Una danza del sole avrebbe dovuto improvvisare? Fino a quando una lucciola non le illumin√≤ il volto, era bellissimo quel piccolo esserino che con la sua luce illuminava il cielo e sembrava una stella volante, allora cap√¨ non serviva il sole bastava la lucciola, cos√¨ avrebbe potuto illuminare il giardino.

Cos√¨ portata la lucciola nel giardino, la fece risplendere fino a diventare incandescente, la luce che sprigion√≤ richiam√≤ tutti gli animali del bosco che iniziarono ad unirsi in gruppi per ricucire la ferita, anche gli insetti ritornarono, le api non avevano trovato pi√Ļ polline dolce come quello del Sedum acre, e nessuna tisana era pi√Ļ gustosa di quella di Thymus serpyllum.

Tutti insieme iniziarono ad annodare le radici che si erano separate ad una ad una, e come per magia tutto sembr√≤ tornare al suo posto, e il giardino apparve pi√Ļ bello che mai.¬†Anche i suoni ritornarono, e la rondine per ringraziare chi aveva partecipato a quella magia, vol√≤ alta fino a toccare i rami degli alberi che lasciarono cadere gocce di rugiada sui fiori che le insaporirono creando dolci caramelle, un piccolo dono per tutti gli animali che avevano ricucito la ferita del giardino.

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