Intervista a Maurizio Capone

photo by spaccanapolionline

Salve a tutti apro oggi una nuova sezione “RicycleMusicBand” dove raccoglierò interviste di coloro che hanno fatto del riciclo oltre che uno stile di vita, una vera e propria passione e soprattutto un arte. Il primo è un musicista napoletano che mi ha sempre colpito per la sua inventiva e il suo carisma ed è l’orgoglio delal sua città: Maurizio Capone.

Ha fondato i BungtBangt gruppo che usa esclusivamente strumenti realizzati con materiali di riciclo. Ho conosciuto personalemente Maurizio ad un incontro che ha tenuto ad Anacapri per i ragazzi che seguivano il corso “Riciclando con i Suoni” ideato da me ed organizzato dal Forum dei Giovani di Anacapri, e lo ringrazio ancora per aver accettato di rispondere a queste domande dedicando un poco del suo tempo!

1. Quando hai cominciato a trovare nel materiale di riciclo che ti circonda la fonte della tua ispirazione musicale?

R: da piccolo sono sempre stato attratto dal riuso, un modo alternativo di creare oggetti e suoni. A 12 anni costruii il mio primo bongattolo con due barattoli di marmellata. Poi nel corso dei primi venti anni della mia carriera, durante i quali ho suonato strumenti canonici, ho sempre sentito il desiderio di inserire suoni ed oggetti da me riciclati.

2. Quanto tempo riesci a dedicare alla ricerca di nuovi oggetti per la tua musica?

R: in realtà oltre al tempo dedicato c’è tutto il tempo quotidiano che involontariamente uso per scoprire suoni. È la vita di tutti i giorni e l’uso delle cose che abbiamo intorno che spesso mi suggeriscono idee che poi approfondisco per renderle efficaci.

3. La tua musica è l’espressione che non esiste “rifiuto” ma solo tante  “risorse“.  E la risorsa più grande del pianeta sono le nuove generazioni, in che maniera pensi che  possiamo coinvolgerle a livello ambientale e musicale per migliorare il pianeta che ci circonda?

3: il rapporto con le nuove generazioni è fondamentale ed il mio impegno per suggerire una visione alternativa è costante. Però la battaglia nei confronti del consumismo è molto impari. Noi non abbiamo poteri finanziari e politici che veramente vogliano un cambiamento e questo è il motivo per il quale dico sempre che i messaggi vanno lanciati nell’universo umano senza attendersi risposte. Dei risultati si ottengono ma c’è anche tanta amarezza per la stupidità e la superficialità. Sicuramente l’arte, ed in particolare la musica, hanno una carta in più nel coinvolgere le nuove generazioni, ma c’è bisogno che tutti facciano la loro parte. Noi siamo artisti, non educatori anche se alle volte possiamo dare un contributo non siamo preposti a questo compito che andrebbe affidato alle istituzioni. Bisognerebbe creare un cerchio nel quale tutti siano partecipi e coordinati per trasmettere questo messaggio, facendolo percepire come qualcosa di bello e naturale, scrollando quindi dalla pesantezza e della morale che, specialmente i ragazzi, non amano. Insomma quello che voglio dire è che bisogna lavorare tutto insieme se veramente vogliamo il cambiamento.

4. Hai un sogno ecologico-musicale nel cassetto? Qualcosa che ti piacerebbe realizzare ma che non hai avuto ancora occasione di farlo?

R: si ne ho tanti! Ma uno che perseguo e che ritengo fattibile sarebbe organizzare un festival permanente a Napoli sul mondo del riuso. Una serie di concerti, incontri ed attività tutte legate alle infinite possibilità di far rivivere ciò che per tutti è materia inerte. In passato lo abbiamo organizzato due volte, una nel 2009 all’Arenile di Bagnoli dal titolo “Come Suona il Caos” ed un’altra alla mostra d’Oltremare che si chiamava “Soazzamusic Fest”. Ma non siamo mai riusciti a renderlo stabile a cadenza annuale.

5. Quali musicisti hanno ispirato o ancora ispirano la tua musica?

R: ho avuto tanti maestri nella vita, anche se sono un autodidatta. Una delle mie più grandi fortune è stata lavorare per tre anni con Pino Daniele che fu produttore della mia prima band, i 666. Lui mi ha insegnato il rispetto per la Musica. Un altro grande amico e maestro è stato Don Moye il batterista dell’Art Ensamble di Chicago che con la sua grande qualità artistica accoppiata ad una grande umanità mi ha fatto capire che i grandi non ostentano mai la loro grandezza, anzi sono le persone più semplici e disponibili. Poi ci sono tantissimi maestri involontari, per esempio i bambini che incontro nei laboratori che mi ricordano che l’approccio alla Musica deve essere sempre incentrato sullo stupore, sulla meraviglia e sulla curiosità. Mi fermo qui, ma la lista sarebbe lunghissima perché ogni grande artista mi rimanda suggerimenti, intuizioni, stimoli per ricercare.

6. I tuoi strumenti musicali sono frutto un mix di intuizione, creatività e professionalità. Esistono realtà musicali in paesi disagiati come l’orchestra del Paraguay che hanno fatto dei rifiuti la loro risorsa per la costruzione di strumenti musicali per poter rendere la musica a portata di tutti. In che misura secondo te la musica ha influito sulla tua vita e in che maniera può far crescere le nuove generazioni?

R: sulla mia vita ha influito al centro per cento, non avrei potuto fare altro e neanche l’ho cercato. La musica come l’arte e la cultura in genere sono uno stimolo verso la libertà, danno strumenti mentali ed emotivi per cercare risposte e motivazioni anche per la vita di tutti i giorni. Riuscire a fare musica con quello che si ha è un esempio per capire che le cose si possono sempre fare anche quando sembra che non se ne abbia la possibilità. È ovvio che bisogna impegnarsi, lavorare e superare anche i momenti difficili, ma la vita è questo, le cose non arrivano senza sforzo per questo è molto importante fare qualcosa che ci piace e che ci appassiona. Questo è quello che suggerisco ai ragazzi, seguire le proprie passioni e farlo con attenzione ed impegno. Il talento è fondamentale ma non è tutto.

7. Conduci spesso laboratori per bambini e ragazzi, spesso si dice che è molto più ciò che loro danno a noi insegnanti, di quanto quello che noi insegnamo. Ricordi un’esperienza in campo educativo vhe ti ha segnato particolarmente?

R: sono assolutamente d’accordo con te, quando si fanno laboratori c’è uno scambio che probabilmente pende dalla parte dell’insegnate, nel senso che anche gli insegnanti possono imparare tanto dagli alunni.   Per quanto mi riguarda sono in perfetta sintonia con ragazzi e bambini, abbiamo forme mentali molto simili. Poi addirittura in tutti questi anni di laboratori mi sono state suggeritendelle idee e miglioramenti agli strumenti, spesso dai bambini più piccoli, che ho raccolto è sviluppato. Quindi devo anche ringraziarli professionalmente! 

8. Sei diventato l’icona napoletana della musica impegnata nella difesa dell’ambiente portando avanti un progetto originale e rischioso al suo nascere. Cosa ti senti di consigliare ai giovani che hanno il sogno di entrare nel mondo della musica?

R: in questo momento storico mi sembra che il rapporto tra ragazzi e strumento musicale sia un po’ in crisi. Tutti questi talent hanno focalizzato l’attenzione esclusivamente sui cantanti, sui frontman, senza spiegare che senza i musicisti nessuno può fare niente. Per questo il mio esempio è potente anche perché noi facciamo musica attualissima quindi parliamo esattamente ai ragazzi e stimoliamo la sperimentazione sugli strumenti con delle sonorità molto elettroniche seppure generate da strumenti acustici. Le cose da suggerire sono prima di tutto artistiche e cioè che bisogna sapere che fare arte non per forza conduce alla popolarità e quindi deve essere una cosa che prima di tutto si fa per amore. Se si vuole raggiungere il successo facile si rischia l’infelicita e la frustrazione. Nel nostro mestiere ci sono forti componenti legate alla casualità che va stimolata con la qualità. Il treno può passare ma bisogna essere in grado di salirci. Fare gli artisti è un grande privilegio, ma a volte bisogna sapere assorbire degli scossoni molto forti che ci destabilizzano. Il nostro non è un mestiere ma un modo di vivere che ci coinvolge da capo a piedi e questo ha pro e contro. Però io non posso fare a meno di dire che se c’è il desiderio di farlo va assolutamente soddisfatto!

http://www.caponebungtbangt.com

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